da Residia | Set 16, 2026 | Per chi compra, Per chi vende
Il mercato degli affitti sta rallentando? Cosa sta succedendo tra Milano, Sesto e Monza
Negli ultimi anni, pubblicare un buon appartamento in affitto a Milano, Sesto San Giovanni o Monza significava quasi sempre ricevere numerose richieste in poco tempo.
Il problema raramente era trovare persone interessate. La vera selezione arrivava dopo, tra visite, verifica della documentazione reddituale e scelta del conduttore.
Negli ultimi mesi, però, stiamo osservando qualcosa di diverso.
Su alcuni immobili arrivano meno richieste, i tempi di permanenza sul mercato si stanno allungando e, soprattutto, gli inquilini sembrano avere più alternative e confrontano con maggiore attenzione gli appartamenti disponibili.
La domanda, quindi, è inevitabile:
il mercato degli affitti sta rallentando?
Guardando i dati disponibili e confrontandoli con ciò che osserviamo quotidianamente sul mercato, la risposta è più articolata di un semplice sì o no.
Non stiamo assistendo a un crollo generalizzato dei canoni. Ci sono però segnali di un mercato delle locazioni meno sbilanciato a favore dei proprietari rispetto agli ultimi anni.
Mercato degli affitti a Milano: meno domanda e più offerta
Il segnale più evidente arriva dal mercato degli affitti di Milano.
Secondo il Sentiment del secondo trimestre 2026 di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza,il 61% degli agenti immobiliari intervistati rileva una diminuzione della domanda di locazione a Milano città.
Non è l’unico indicatore da osservare.
Il 50% degli operatori segnala una diminuzione dei canoni e FIMAA evidenzia anche un aumento dell’offerta di appartamenti disponibili, attribuito in parte al ritorno sul mercato delle locazioni tradizionali di immobili precedentemente destinati agli affitti brevi.
Questo non significa che affittare casa a Milano sia improvvisamente diventato economico.
I canoni richiesti a Milano restano elevati, nell’ordine di circa 22-23 euro al metro quadro al mese, con differenze molto importanti tra quartieri, caratteristiche e qualità degli immobili.
Ma c’è una distinzione fondamentale: canoni richiesti elevati e domanda elevata non sono necessariamente la stessa cosa.
Ed è proprio qui che potrebbe trovarsi uno dei cambiamenti più interessanti del mercato.
Affitti a Milano: un caso concreto in zona Porta Vittoria
Recentemente abbiamo pubblicato un bilocale di circa 60 mq in zona Porta Vittoria a Milano, con un canone richiesto di 1.350 euro al mese più 200 euro di spese condominiali.
Rapportato alla superficie, il canone è sostanzialmente coerente con i valori di offerta della zona.
Eppure, nelle prime fasi della commercializzazione, la risposta del mercato è stata inferiore rispetto a quella che probabilmente avremmo registrato qualche tempo fa.
Naturalmente, un singolo appartamento non fa statistica e sarebbe sbagliato ricavare da questo caso una conclusione generale sul mercato degli affitti milanese.
È però un segnale che merita attenzione.
Il potenziale inquilino, infatti, non ragiona soltanto sui 1.350 euro di canone indicati nell’annuncio.
Ragiona sui 1.550 euro che dovrà sostenere ogni mese tra affitto e spese condominiali.
Ed è questa cifra che confronterà con le altre abitazioni disponibili.
Affitti a Sesto San Giovanni: il prezzo al metro quadro non racconta tutto
Un altro caso recente riguarda il mercato degli affitti di Sesto San Giovanni.
Un bilocale di circa 90 mq è rimasto sul mercato per circa tre mesi con una richiesta di 1.100 euro al mese più 250 euro di spese.
Considerando esclusivamente il prezzo al metro quadro, circa 12 euro/mq al mese, il canone poteva apparire competitivo rispetto ai valori medi richiesti a Sesto San Giovanni.
Il mercato, però, ci ha dato un’indicazione differente.
L’esborso mensile complessivo per l’inquilino arrivava infatti a:
1.350 euro al mese.
Con quel budget, oggi a Sesto San Giovanni è possibile trovare sul mercato anche alcuni trilocali.
Ed è qui che emerge il limite del semplice confronto basato sul prezzo al metro quadro.
Chi cerca un bilocale non attribuisce necessariamente un valore proporzionale ai 20 o 30 metri quadrati in più. Una coppia con un determinato budget può preferire un appartamento leggermente più piccolo ma dotato di una seconda camera, utilizzabile come studio, stanza per un figlio o ambiente aggiuntivo.
Dopo circa tre mesi di commercializzazione abbiamo quindi deciso di riposizionare il canone a 1.000 euro al mese più spese.
Non perché l’immobile abbia improvvisamente perso valore.
Ma perché tre mesi di esposizione rappresentano un’informazione che nessuna valutazione teorica può ignorare:
a determinate condizioni, il mercato non lo stava assorbendo.
Mercato degli affitti a Monza: domanda ancora sostenuta, ma inquilini più selettivi
La situazione del mercato degli affitti a Monza è differente.
I dati FIMAA relativi al secondo trimestre 2026 non indicano infatti una contrazione generalizzata: il 67% degli operatori intervistati segnala ancora una domanda di locazione in aumento a Monza città.
Anche i canoni richiesti sui principali portali immobiliari rimangono sostenuti, mediamente intorno ai 14 euro/mq al mese, naturalmente con differenze importanti tra quartieri, tipologie, dimensioni e condizioni degli immobili.
Eppure, anche a Monza, nella nostra attività quotidiana stiamo osservando in alcuni casi una maggiore difficoltà rispetto al passato nel trasformare la pubblicazione di un immobile in visite e candidature concrete.
Le due cose non sono necessariamente in contraddizione.
Un mercato può mantenere una domanda complessivamente elevata e, contemporaneamente, diventare più selettivo nel rapporto tra canone richiesto e qualità dell’immobile offerto.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che un proprietario dovrebbe osservare oggi.
Come stabilire il giusto canone di affitto? Il prezzo al metro quadro non basta
Per anni il prezzo al metro quadro è stato uno degli indicatori principali utilizzati per confrontare gli immobili.
Rimane un parametro importante, ma nelle locazioni può diventare insufficiente, soprattutto quando il costo mensile complessivo raggiunge determinate soglie.
Torniamo al caso del bilocale di Sesto San Giovanni.
A 1.100 euro per circa 90 mq, il prezzo al metro quadro appariva interessante.
Ma l’inquilino non paga un metro quadro.
Paga una rata mensile.
E quella rata, considerando anche le spese condominiali, arrivava a 1.350 euro.
Lo stesso ragionamento vale per Milano: 1.350 euro di canone possono risultare coerenti con i valori medi della zona, ma aggiungendo 200 euro di condominio il costo effettivo diventa 1.550 euro ogni mese.
La sostenibilità economica viene valutata sul secondo numero, non sul primo.
Per questo, quando si deve stabilire il canone di locazione di un appartamento, non basta moltiplicare la superficie per una quotazione media al metro quadro.
Occorre capire con quali immobili il potenziale conduttore confronterà realmente quella casa.
Più appartamenti in affitto significano più possibilità di scelta
C’è poi un secondo elemento che sta modificando gli equilibri del mercato.
Quando l’offerta di appartamenti in affitto è molto scarsa, l’inquilino ha poco potere di scelta.
Trova un’abitazione compatibile con le proprie esigenze, la visita e deve decidere rapidamente perché sa che potrebbero esserci molte altre persone interessate.
Quando il numero degli immobili disponibili aumenta, il comportamento cambia.
Il potenziale conduttore può confrontare canone, spese condominiali, condizioni dell’appartamento, arredamento, posizione, efficienza energetica, presenza di balconi, seconda camera, ascensore e servizi della zona.
E può permettersi di aspettare.
Questo rende inevitabilmente più difficile affittare gli immobili che si trovano anche solo leggermente sopra il corretto equilibrio tra prezzo, caratteristiche e concorrenza.
Quanto costa lasciare un appartamento sfitto?
C’è infine un calcolo molto semplice che ogni proprietario dovrebbe fare prima di decidere il canone da richiedere.
Supponiamo di voler ottenere 1.100 euro al mese e di non voler scendere a 1.000 euro.
La differenza è di:
100 euro al mese, cioè 1.200 euro in un anno.
Ma un solo mese di appartamento vuoto significa perdere 1.100 euro.
Tre mesi senza conduttore significano 3.300 euro di canoni non incassati.
Per recuperare quei 3.300 euro attraverso i 100 euro mensili di maggiore canone servirebbero 33 mesi di locazione.
Per questo il canone più alto non è necessariamente quello che produce il rendimento migliore per il proprietario.
Il risultato economico va misurato sul canone realmente incassato e sul tempo necessario per trovare il conduttore, non sul prezzo pubblicato nell’annuncio.
Gli affitti stanno scendendo a Milano, Sesto San Giovanni e Monza?
Ad oggi sarebbe prematuro parlare di un calo generalizzato degli affitti.
I dati disponibili non mostrano una diminuzione uniforme dei canoni tra Milano, Sesto San Giovanni e Monza.
Mostrano però qualcosa che, per chi deve affittare un immobile, può essere altrettanto importante.
A Milano esistono segnali concreti di riduzione della domanda e aumento dell’offerta. Nell’hinterland e a Monza la domanda appare complessivamente più resistente, ma nella nostra esperienza operativa stiamo osservando una maggiore selettività anche in questi mercati.
La fase nella quale sembrava sufficiente pubblicare un appartamento per ricevere immediatamente numerose richieste potrebbe quindi essere in evoluzione.
E questo riporta al centro una competenza che negli anni di domanda fortissima poteva sembrare quasi secondaria:
stabilire il corretto canone di locazione.
Non il prezzo più alto presente sui portali immobiliari.
Non quello ottenuto moltiplicando semplicemente i metri quadrati per una quotazione media.
E nemmeno quello che il proprietario vorrebbe ottenere.
Ma il canone al quale, nelle condizioni di mercato attuali, esiste realmente una domanda disponibile ad affittare quello specifico immobile.
È una differenza sottile solo in apparenza.
Perché tra mettere una casa in affitto e affittarla davvero passa esattamente da qui.
Devi affittare casa a Milano, Monza o in Brianza?
Una corretta valutazione del canone di locazione non dovrebbe limitarsi a indicare quanto chiedere.
In Residia Property Solutions analizziamo i valori della zona, gli immobili realmente concorrenti, il costo mensile complessivo per il conduttore, il livello della domanda e la risposta concreta del mercato.
L’obiettivo non è individuare semplicemente il canone più alto teoricamente possibile, ma capire a quale prezzo l’immobile ha concrete possibilità di essere scelto e affittato in tempi corretti.
Se possiedi un appartamento a Monza, Milano o in Brianza e vuoi capire quale canone può sostenere oggi il mercato, puoi richiedere una valutazione dell’immobile a Residia Property Solutions, cliccando qui: contattaci
da Residia | Gen 2, 2026 | Per chi compra, Per chi vende
La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata definitivamente e introduce una serie di misure che incidono direttamente sul mondo della casa.
In particolare, la manovra interviene su affitti, bonus edilizi e sostegni alle famiglie, segnando una fase di maggiore stabilità dopo anni di continui cambiamenti normativi.
Non si tratta di una rivoluzione improvvisa, ma di un riordino importante.
Per questo motivo, capire cosa cambia davvero è fondamentale per chi possiede, vende o affitta un immobile.
Qui puoi trovare il testo integrale della Legge entrata in vigore il 1 gennaio 2026: Legge di Bilancio 2026
Affitti brevi 2026: cosa cambia davvero
Negli ultimi anni, gli affitti brevi sono cresciuti in modo significativo.
Proprio per questo motivo, la Legge di Bilancio 2026 introduce regole più chiare per distinguere l’attività occasionale da quella svolta in modo strutturato.
In pratica, il legislatore ha tracciato confini più netti:
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sul primo immobile affittato a breve termine resta l’aliquota agevolata al 21%
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dal secondo immobile l’aliquota sale al 26%
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dal terzo immobile in poi, l’attività viene considerata a tutti gli effetti attività d’impresa
Il messaggio è semplice:
un immobile può essere gestito come investimento personale, più immobili richiedono un’organizzazione imprenditoriale vera e propria.
Di conseguenza, molti proprietari dovranno valutare se:
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continuare con gli affitti brevi,
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passare all’affitto tradizionale,
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oppure considerare la vendita dell’immobile.
Bonus casa 2026: cosa resta e cosa no
Allo stesso tempo, la Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa già previsti nel 2025.
Questo significa maggiore prevedibilità e meno sorprese per famiglie e proprietari.
Il bonus ristrutturazione resta così strutturato:
Non ci sono ampliamenti, ma nemmeno nuovi tagli.
Di conseguenza, chi sta pensando a interventi di miglioramento può pianificare con maggiore serenità.
Per chi vuole vendere, questo è un punto chiave:
una ristrutturazione mirata, fatta bene, può ancora aumentare il valore percepito dell’immobile, soprattutto sulla prima casa.
Superbonus: una fase definitivamente chiusa
Dopo anni di dibattito, il Superbonus entra definitivamente in archivio.
Restano solo casi molto specifici legati a cantieri già avviati in aree colpite da eventi sismici e a pratiche presentate entro scadenze ormai superate.
In pratica, si chiude una stagione straordinaria.
Ora si torna a valutare gli immobili per ciò che sono realmente: posizione, qualità, stato di manutenzione e prezzo.
Questo passaggio, nel medio periodo, rende il mercato più leggibile e meno distorto.
Più risorse per gli inquilini in difficoltà
Inoltre, la manovra rafforza il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con nuove risorse stanziate per il biennio 2026–2027.
Questo intervento ha un doppio effetto positivo:
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da un lato tutela le famiglie in difficoltà temporanea,
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dall’altro offre maggiore serenità anche ai proprietari che affittano.
In questo modo, il rapporto tra locatore e inquilino diventa più equilibrato e sostenibile.
Prima casa e ISEE: soglie più alte, più tutela
Un altro punto importante riguarda il calcolo dell’ISEE e il valore della prima casa.
La soglia di esenzione viene innalzata per tutti e ulteriormente aumentata per i nuclei familiari che vivono nei comuni capoluogo delle città metropolitane.
Inoltre, la soglia cresce in presenza di figli conviventi.
In questo modo, più famiglie possono accedere a bonus e agevolazioni senza essere penalizzate dal valore dell’abitazione principale.
Per il mercato urbano, questo significa maggiore stabilità e meno pressioni legate a vendite forzate.
Piano casa 2026–2027: un segnale di continuità
La Legge di Bilancio 2026 prevede anche una dotazione dedicata al piano casa per il biennio 2026–2027.
Al di là dei dettagli operativi, il segnale è chiaro:
il tema abitativo resta centrale, soprattutto nelle aree urbane dove la domanda è più alta e l’offerta più complessa.
Legge di Bilancio 2026: cosa significa per i proprietari
Messe insieme, queste misure indicano una direzione precisa:
Per chi possiede una casa, questo è il momento giusto per fermarsi e fare una riflessione strategica:
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conviene affittare o vendere?
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ha senso ristrutturare prima di mettere sul mercato?
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l’immobile è allineato ai nuovi equilibri fiscali?
Il ruolo della consulenza immobiliare oggi
In un contesto più stabile ma anche più selettivo, non basta conoscere la norma.
Serve capire come applicarla al proprio caso concreto.
Oggi una valutazione immobiliare non riguarda solo il prezzo, ma anche:
Conclusione: più chiarezza, scelte più consapevoli
In sintesi, la Legge di Bilancio 2026 non introduce un singolo colpo di scena.
Riporta però ordine, chiarezza e prevedibilità nel mondo casa.
Per questo motivo, chi possiede un immobile oggi può fare scelte più consapevoli e proteggere meglio il proprio patrimonio immobiliare.
Se vuoi approfondire con noi la tua situazione specifica puoi prenotare la Consulenza Strategica.
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da Residia | Dic 14, 2025 | Per chi compra, Per chi vende
La nuova legge sulle donazioni immobiliari rappresenta una svolta storica per il mercato immobiliare italiano. Infatti, dopo anni di incertezze, vincoli e timori legati alla vendita di immobili ricevuti in donazione, oggi il quadro cambia radicalmente: più sicurezza per chi compra, più opportunità per chi vende e maggiore fluidità nelle compravendite.
Con la nuova legge sulle donazioni immobiliari, entrata in vigore a fine 2025, il mercato immobiliare italiano vive una svolta storica: una riforma attesa da anni che rende finalmente più sicura, semplice e fluida la compravendita degli immobili ricevuti in donazione.
Il risultato?
👉 Più immobili sul mercato
👉 Meno rischi per chi compra
👉 Più opportunità per chi vende
Qui trovi il comunicato ufficiale del Consiglio Nazionale del Notariato
Perché gli immobili da donazione erano un problema (fino a ieri)
Facciamo un passo indietro, senza tecnicismi.
Fino a poco tempo fa, infatti, chi acquistava un immobile proveniente da donazione correva un rischio concreto:
anche anni dopo l’acquisto, un erede “leso” poteva chiedere la restituzione dell’immobile, non solo al donatario ma anche al terzo acquirente.
In pratica:
Capisci bene perché:
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molti acquirenti evitavano queste case,
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le banche erano restie a concedere mutui,
-
i proprietari facevano fatica a vendere,
-
il mercato si bloccava.
Cosa cambia davvero con la nuova legge sulle donazioni immobiliari
Di conseguenza la nuova normativa ribalta completamente questo scenario.

Il principio chiave è uno solo (ed è rivoluzionario):
👉 la casa acquistata da un terzo NON può più essere portata via.
Se un immobile donato viene venduto:
Gli eventuali eredi che ritengono di aver subito un danno non possono più rivalersi sull’immobile, ma solo chiedere un indennizzo economico.
Questo è il vero cambio di paradigma:
Perché la nuova legge sulle donazioni immobiliari è una svolta storica
È proprio la nuova legge sulle donazioni immobiliari che consente oggi di rimettere in circolazione immobili rimasti bloccati per anni, restituendo fiducia a famiglie, acquirenti e istituti di credito. In realtà non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico.
È una riforma che incide direttamente sulla circolazione degli immobili.
I benefici concreti sono enormi:
✔️ Più sicurezza per chi compra
Chi acquista oggi un immobile di provenienza donativa:
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non rischia più di perderlo,
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può comprare con maggiore serenità,
-
ha un quadro giuridico molto più chiaro.
✔️ Più possibilità di ottenere un mutuo
Inoltre, gli immobili da donazione tornano ad essere:
Questo è un punto cruciale: senza mutui, il mercato si ferma.
✔️ Più immobili finalmente vendibili
Migliaia di case che prima erano bloccate:
La nuova legge tutela tutti (venditori, acquirenti ed eredi)
Allo stesso tempo, la riforma non penalizza gli eredi legittimari.
Semplicemente cambia il modo in cui vengono tutelati.
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Gli eredi che ritengono lesa la propria quota non perdono i loro diritti.
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Mantengono un diritto economico verso chi ha ricevuto la donazione.
-
Ma non possono più colpire l’immobile acquistato da un terzo.
È un sistema più equilibrato:
Vale anche per le donazioni fatte in passato?
Sì, ed è proprio per questo che si tratta di uno dei punti più importanti.
La legge si applica sicuramente alle donazioni aperte dopo l’entrata in vigore.
Ma è stato previsto anche un regime transitorio che, in assenza di particolari azioni già avviate, porta la nuova disciplina ad applicarsi anche a situazioni precedenti, dopo un determinato periodo.
Tradotto in modo semplice:
👉 molti immobili donati anni fa diventano oggi molto più “liberi” e commerciabili rispetto al passato.
Ed è proprio qui che nasce una grande opportunità per chi possiede una casa ricevuta in donazione.
Perché questa legge sbloccherà davvero il mercato

In pratica, questa riforma:
Non a caso era attesa da anni da:
È uno di quei rari casi in cui una legge aiuta davvero l’economia reale.
Nuova legge donazioni immobiliari: cosa cambia per chi vuole vendere
Se possiedi una casa ricevuta in donazione, oggi:
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Oggi, quindi, hai molte più possibilità di venderla.
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puoi intercettare più acquirenti,
-
puoi accedere a compratori che utilizzano il mutuo,
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puoi ridurre tempi e incertezze.
Ma attenzione:
questa nuova opportunità va gestita con competenza.
Il ruolo dell’agente immobiliare oggi è decisivo
Con la nuova legge, non basta più dire “è una casa da donazione, ma ora si può vendere”.
Serve:
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verificare correttamente la situazione,
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spiegare con chiarezza all’acquirente cosa è cambiato,
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dialogare con notai e banche,
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presentare l’immobile in modo professionale e rassicurante.
È qui che entra in gioco un agente immobiliare preparato.
Come Residia può aiutarti a cogliere questa opportunità
Noi di Residia – Property Solutions seguiamo da vicino questa riforma perché:
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sblocca immobili fermi da anni,
-
crea nuove possibilità di vendita,
-
richiede competenza, chiarezza e metodo.
Se hai una casa ricevuta in donazione:
-
analizziamo la situazione specifica,
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valutiamo la reale commerciabilità,
-
costruiamo una strategia di vendita sicura e trasparente,
-
la presentiamo al mercato nel modo giusto.
👉 Per questo motivo, questa nuova legge è un’opportunità concreta.
Ma come tutte le opportunità, va gestita bene.
Vuoi capire se oggi puoi vendere senza rischi?
Comprendere come funziona la nuova legge sulle donazioni immobiliari è oggi fondamentale per chi possiede una casa ricevuta in donazione e vuole finalmente venderla senza rischi.
Se possiedi un immobile di provenienza donativa e vuoi sapere:

da Residia | Nov 29, 2025 | Per chi vende
Vendere casa nel 2026 può essere il momento giusto a Monza, Milano e Brianza?
Se vendere casa nel 2026 è uno dei tuoi buoni propositi per l’anno che verrà, ci sono buone notizie per te!
Il mercato immobiliare italiano si presenta al 2026 con segnali molto positivi.
Secondo l’ultimo rapporto Nomisma, il 2025 si chiuderà con un aumento delle compravendite pari al +5,5%, trainato da una ripresa forte dei mutui, da una crescita della fiducia delle famiglie e da una maggiore stabilità nei prezzi delle abitazioni.
Per chi sta pensando di vendere casa nel 2026, tutto questo non è solo interessante: è un’opportunità concreta da cogliere ora, a patto di posizionare correttamente l’immobile sul mercato.
Vendere casa 2026: cosa dicono i dati Nomisma
Nomisma prevede che:
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le transazioni del 2025 chiuderanno in rialzo (+5,5%),
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i mutui sono tornati protagonisti, con una crescita significativa delle erogazioni nella seconda parte dell’anno,
-
i prezzi medi delle abitazioni risultano stabili o leggermente in aumento, segnale di un mercato che ha trovato equilibrio.
Il 2026 parte dunque con basi solide: domanda attiva, accesso al credito in miglioramento e un rinnovato interesse delle famiglie per il settore abitativo.
Mutui in aumento: perché questo favorisce chi vende
Nomisma evidenzia un dato molto importante:
🔸 nell’ultimo trimestre del 2025, gli acquisti con mutuo sono aumentati in modo significativo.
Ciò significa che:
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più persone possono permettersi un acquisto,
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le banche stanno tornando ad erogare finanziamenti con continuità,
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la platea di acquirenti potenziali è oggi più ampia rispetto ai due anni precedenti.
Per un venditore questo si traduce in un vantaggio immediato:
👉 tempi di vendita più rapidi,
👉 minori rischi di trattative bloccate,
👉 acquirenti più motivati e qualificati.
Perché vendere casa nel 2026 conviene soprattutto a Monza, Milano e Brianza
Le zone più dinamiche d’Italia non sono quelle “più economiche”, bensì quelle:
Esattamente ciò che caratterizza Monza, Milano e la Brianza.
Nomisma conferma che le aree semicentrali e urbane del Nord risultano le più attive nelle compravendite, con una crescita superiore alla media nazionale.
Per immobili ben curati, con posizione interessante e presentati con strategia, oggi si registrano:
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tempi di vendita inferiori ai 90 giorni,
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maggiore visitabilità fin dai primi 10 giorni,
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offerte più rapide,
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minor margine di trattativa al ribasso.
In sintesi: chi mette in vendita nel 2026 in queste aree entra in un mercato che torna a premiare il valore reale degli immobili.
Il segreto per vendere casa nel 2026: presentazione + strategia + prezzo corretto
La ripresa del mercato non significa che “tutto si vende facilmente”.
Chi ottiene risultati oggi segue tre regole chiare:
In un mercato attivo, chi si distingue vince.
Le foto professionali, i video emozionali, l’home tour, l’home staging fanno aumentare fino al 40% le richieste di visita.
2️⃣ Strategia mirata
Non basta pubblicare un annuncio.
Serve un piano marketing completo e calibrato sul target: famiglie, coppie, investitori… ognuno va raggiunto con il messaggio giusto.
Il prezzo corretto accelera la vendita e riduce le trattative.
Nomisma conferma che nel 2025-2026 gli immobili prezzati correttamente si vendono più velocemente e con sconti minori rispetto a quelli fuori mercato.
Perché agire ora (e non aspettare)
Ecco i motivi per cui iniziare la vendita all’inizio del 2026 conviene:
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il mercato è in rialzo e la domanda è attiva,
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gli acquirenti stanno tornando grazie ai mutui,
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gli immobili ben posizionati vengono assorbiti più velocemente,
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i prezzi sono stabili o in lieve crescita,
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la concorrenza sarà più elevata dal secondo trimestre in poi.
Chi si muove adesso arriva prima degli altri — ed è un vantaggio enorme.
Residia: la strategia giusta per vendere bene nel 2026
Vendere nel 2026 significa sfruttare un momento favorevole, ma con metodo.
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un posizionamento premium nella zona Monza-Milano-Brianza.
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Fonti per la scrittura dell’articolo:
da Residia | Nov 17, 2025 | Per chi vende
Il 2026 sarà l’anno “boom” del mercato immobiliare italiano — questa è la previsione emersa dal rapporto di Scenari Immobiliari, secondo cui l’Italia raggiungerà un +8,4 % del fatturato del settore abitativo, con circa 800 mila compravendite. Leggi il Report direttamente da QUI
Se stai pensando di vendere casa, questa non è solo una bella notizia: è un’opportunità concreta da cogliere. Se hai perso il boom post lock down degli anni 2020 e 2021, ti suggerisco ti prepararti per tempo e sfruttare questi mesi.
I numeri che fanno la differenza
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Secondo Scenari Immobiliari, il fatturato complessivo del mercato residenziale potrebbe superare i 170 miliardi di euro nel 2026 (+8,4 % rispetto al 2025).
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Le compravendite di abitazioni sono previste a circa 800.000 unità dopo le 770.000 del 2025
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I prezzi medi residenziali dovrebbero crescere di oltre il 4 % nel 2026, con città come Milano in testa (+7,3 %).
Questi dati indicano che il mercato immobiliare sta entrando in una fase di accelerazione: domanda crescente, valori in aumento, condizioni favorevoli.
Perché chi vende dovrebbe agire subito
In un contesto di ripresa così marcata, il vantaggio per chi decide di vendere è doppio:
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Domanda più forte – più potenziali acquirenti sono in azione, meno tempo l’immobile resta sul mercato.
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Valori in salita – vendere ora significa trarre beneficio da un trend che potrebbe spingere i prezzi verso l’alto, riducendo il rischio di rimanere indietro.
Con Residia puoi sfruttare questo momento al massimo: noi non ti accompagniamo solo nella vendita, ma nel valorizzare la casa, farla emergere e parlarle nel mercato giusto.
Focus Monza-Milano-Brianza: la finestra è aperta
Nelle aree di Monza, Milano e in Brianza, la tendenza è particolarmente favorevole. Per immobili di fascia medio-alta, ben presentati e in zone servite, si evidenziano:
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maggiore visitabilità da parte di acquirenti motivati,
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tempi medi di vendita più brevi rispetto a zone meno attrattive,
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possibilità di valorizzazione attraverso strategia, marketing e presentazione.
Affidare oggi l’incarico di vendita significa entrare in una finestra di opportunità che potrebbe chiudersi con l’allineamento dei valori o l’aumento della concorrenza.
Cosa fare ora: il piano operativo
Per sfruttare al meglio questo contesto, ecco tre azioni concrete:
1. Valutazione aggiornata
La prima mossa: rivedere il prezzo richiesto alla luce delle previsioni 2026 di Scenari Immobiliari. Un valore giusto fin dall’inizio evita perdite di tempo e proposte al ribasso.
2. Presentazione premium
In un mercato in ripresa, la differenza la fa l’immobile che si vede. Fotografia professionale, video tour, home staging: sono leve che aumentano la visibilità e l’interesse.
3. Strategia di marketing mirata
La vendita non è più solo annuncio: è storytelling, è target-acquirente definito, è visibilità su più canali. Con Residia, questo diventa un processo guidato e personalizzato.
Se vuoi sapere come valorizzare la tua casa per una vendita veloce, sfruttando l’anno boom 2026, puoi leggere questo articolo: Come Vendere Casa Velocemente Senza Rinunciare al Prezzo Giusto
✅ In sintesi
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Il mercato immobiliare italiano nel 2026 è stimato in forte crescita (+8,4 %).
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Le compravendite potrebbero raggiungere 800 mila unità.
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I prezzi medi in risalita creano una finestra favorevole per chi vende.
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Nelle aree Monza-Milano-Brianza, l’opportunità è concrete e misurabile.
Se hai deciso che è il momento di vendere, non devi lasciare nulla al caso: contatta Residia, affidaci l’incarico e trasformiamo insieme questa fase di mercato in una vendita di successo.
Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita: valutiamo insieme la tua abitazione, definiamo la strategia e ti mettiamo al centro del mercato.
Esperienza, metodo e risultati: è così che Residia fa la differenza.
🔗 Fonte
Scenari Immobiliari – 2026 anno boom per l’immobiliare dopo un 2025 che chiude bene, 25 settembre 2025. Scenari Immobiliari